il «sì» dei progressisti. Così finiscono 208 anni di neutralità- Corriere.it

di Paolo Valentino

Domenica il dibattito nel partito socialdemocratico, primo alle urne dal 1917, dovrebbe sciogliere ogni riserva sull’appoggio alla candidatura. Lunedì il voto in Parlamento. La premier Andersson: «C’è un prima e un dopo 24 febbraio»

Quando in Svezia si dice «Whiskey on the Rocks» non si parla di scotch con ghiaccio. Nella memoria di chi era adulto durante la Guerra fredda, il pensiero va subito al 1981, quando un sottomarino nucleare sovietico della classe Whiskey, all’evidenza impegnato in attività di ricognizione e spionaggio, si incagliò su uno scoglio al largo della costa svedese non lontano da una base militare. Fu una sorta di fine dell’innocenza per la democrazia nordica, che ufficialmente si voleva non allineata. Iniziò quel giorno un dibattito sulla neutralità del Paese, che non si è mai interrotto e che proprio in questi giorni giunge alla sua conclusione ideale.

A meno di clamorosi e improbabili ripensamenti dell’ultima ora, oggi la socialdemocrazia svedese varcherà il suo Rubicone. Il partito che dal 1917 si è sempre attestato al primo posto nelle elezioni scandinave, i socialdemocratici, dovrebbe annunciare il suo sostegno all’ingresso della Svezia nella Nato. Cadrà così l’ultimo diaframma verso la…