Il rito cannibale di Forza Italia Lombardia: ecco chi sta con chi

La sostituzione del coordinatore regionale Salini scatena la faida tra Gelimini, Ronzulli e i rispettivi paladini. Il partito del Cav. non ha mai attuato una vera transizione pacifica. È sempre stata guerra di successione

Forza Italia non ha mai attuato una vera transizione pacifica. È sempre stata guerra di successione, rito tribale propiziato dal capo. Quel che sta succedendo oggi in Lombardia non è diverso da quello che è successo ieri, o l’altro ieri. Semplicemente, sta avvenendo con molta più veemenza, con molta più brutalità. Riassumiamo i fatti e facciamo un passo indietro. Il ministro Gelmini si fa scappare una confidenza con Antonio Tajani, leader del partito, sul fatto che il conflitto – che esiste da anni – con Licia Ronzulli ha raggiunto livelli di guardia. La sostituzione di Massimiliano Salini, coordinatore regionale lombardo, è alle porte. Gelmini cerca una sponda e un alleato influente proprio in Antonio Tajani, che però appare scivoloso – nell’audio captato da Carmelo Caruso del Foglio – come se non sapesse nulla della vicenda.
  

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