Il pubblico non distingue l’arte umana da quella dei computer. È davvero un male?

Lo spettatore comune davanti a opere prodotte da una suo simile e a quelle prodotte da un algoritmo non trova molta differenza, anche se nell’arte astratta l’intelligenza artificiale può ancora migliorare

L’intelligenza artificiale sta sostituendo sempre di più molte professioni. Nei prossimi vent’anni ad esempio la tecnologia sarà in grado di sostituire migliaia di guidatori di camion. Così per molte altre professioni. Non c’è da meravigliarsi allora che anche una delle più antiche attività umane sarà rivoluzionata da nuovi e sempre più sofisticati algoritmi. Non stiamo parlando della prostituzione, sicuramente avvantaggiata dai nuovi sistemi di comunicazione tipo Tinder, ma dell’arte, l’attività creativa che più di ogni altra dipende dall’individualità umana.

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