Il Pd sceglie l’immobilismo sul Reddito di cittadinanza per non scontentare il M5s

Orlando teme l’asse riformista col centrodestra, e a Draghi preferisce parlare di Superbonus e sussidi ambientalmente dannosi. Le tensioni al Nazareno per gli emendamenti alla Finanziaria. Il nodo delle coperture. Ma Letta deve scegliere: per salvare il Rdc dagli opposti estremismi, serve imporre una svolta a Conte

Daniele Manca, capogruppo del Pd in commissione Bilancio, davanti alla buvette del Senato mostra l’aria di chi non ha dubbi: “Il potenziamento degli incentivi al lavoro è il passo decisivo per evitare che il Reddito di cittadinanza resti quel che è: e cioè un sussidio”. Antonio Misiani, che del Pd è responsabile economico, conferma che “la riduzione dell’aliquota marginale sul reddito da lavoro per i percettori del Rdc è una misura opportuna”. E però, nell’ultima riunione che ha portato alla definizione degli emendamenti dem alla legge di Bilancio, Valeria Fedeli e Tommaso Nannicini hanno dovuto brigare non poco, per fare in modo che almeno qualcuna di queste istanze venisse rivendicata dal partito. 

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