«Il Pd maschile è fuori tempo, parlarne ci farà crescere. Ma FdI non è un modello»- Corriere.it

di Maria Teresa Meli

La senatrice dem: solo un’eletta su 3? Il caso viene da lontano

«È un dato di tutta evidenza che ci chiama a una responsabilità collettiva e a una risposta comune. Non ci si deve nascondere: il dato delle elette non è solo numerico, indica un deficit di capacità del nostro partito di dare rappresentanza a una classe dirigente di donne che esiste, radicata e diffusa sui territori. Noi non siamo un partito di soli uomini, ma siamo certamente un partito rappresentato, soprattutto, da uomini. Una cosa che è fuori da questo tempo, tanto più oggi nel parlare di un processo rifondativo del Pd, dove uno dei temi da cui partire urgentemente per ricostruire un tratto identitario deve essere assolutamente quello della rappresentanza femminile e della reale partecipazione delle donne ai processi decisionali».

Di chi è la responsabilità di questa situazione? Anche le donne dem dovrebbero fare autocritica?

«È una storia che parte da molto lontano, molto prima del percorso provato ad avviare dopo le nomine tutte al maschile avvenute con il governo Draghi, percorso rimasto incompiuto forse per timore che approfondire quella discussione potesse mettere in difficoltà il partito. Dobbiamo superare questo timore: parlare degli equilibri del Pd con…