Il Pd ha o no una una politica energetica? Due domande a Letta

Senza energia “abbondante” e sempre “disponibile” la ripresa ristagna, l’economia va rotoli, l’industria chiude e le bollette aumentano. Le rinnovabili vanno completate, integrate e accompagnate ad altre fonti, come gas e nucleare

Al direttore – Come iscritto al Pd  e componente della sua Assemblea, manifesto stupore e disappunto. Come si fa a dire: “Siamo contro il nucleare e il gas nella tassonomia”? E in un tweet. Ma quale politica energetica ha il Pd? Si è capito cos’è la tassonomia? E il problema gigantesco del futuro? Dovremo, caro segretario, caro Enrico Letta, trovare il modo per avere l’energia abbondante (una montagna gigantesca di miliardi di chilowattora)  e a basso costo che, per due secoli,  le fonti fossili hanno fornito. Con che cosa le sostituiremo?  La crisi energetica di oggi dovrebbe aprire gli occhi a un grande partito: senza energia “abbondante”, e sempre “disponibile”, la ripresa ristagna, l’economia va rotoli, l’industria chiude e i cittadini vedono salire alle stelle le fatture della luce e del gas. Opporsi alla proposta della CE, di includere nucleare e gas nella tassonomia, che sostiene gli investimenti verdi, è un azzardo. Ed è uno schiaffo alla decarbonizzazione.

 

Dire “tutto…