Il Pd alla Camera vota compatto sugli aiuti all’Ucraina, ma rischia la palude del “né-né”

Tra guerra e pace, ieri la Camera ha detto sì alle mozioni di maggioranza, Pd e Terzo Polo sul conflitto Russia-Ucraina, respingendo invece i testi del M5s e dell’Alleanza Verdi-Sinistra. E se Giuseppe Conte ha tuonato contro “la linea guerrafondaia delle armi a oltranza e zero negoziati”, a suo dire sposata del governo precedente e dell’attuale (“venga a metterci la faccia in Parlamento”, ha detto Conte all’indirizzo di Giorgia Meloni), il deputato pd e capogruppo dem nella commissione Esteri Enzo Amendola ha ribadito pieno sostegno all’Ucraina: “La guerra scatenata dalla Federazione russa contro l’Ucraina in maniera ingiustificata e illegale non è un conflitto tra due Stati”, ha detto Amendola, “ma una guerra di aggressione, un’invasione violenta, in cui gli attacchi che si stanno susseguendo in queste ore, in questi giorni, non distinguono tra obiettivi militari e civili ucraini. La strategia politica russa è imperniata sulla logica di potenza. Il Partito democratico non ha oggi bisogno di capriole o di abiure. Per noi è sempre stata netta in questi nove mesi la richiesta di un  cessate il fuoco e l’avvio di un negoziato, presupposto immancabile per una conferenza di pace. E’ un’urgenza soprattutto per coloro che sono…