il parente di due vittime sempre a caccia di documenti- Corriere.it

di Armando Di Landro

La storia del trentaduenne che ha perso due familiari a causa della pandemia (altri tre in terapia intensiva): bresciano, usa un «brand name». Svelò il caso del report Oms, ha partecipato alle audizioni per la commissione parlamentare d’inchiesta

Negli ultimi tre anni qualsiasi cronista si sia occupato di pandemia Covid e, in particolare, dell’ecatombe di Bergamo e Brescia, l’ha conosciuto, è stato in contatto con lui, spesso per consultarsi su documenti ricevuti (o da ricevere). Lui è Claudio Calzoni, bresciano di 32 anni, che da tempo lavora a Londra e ha scelto il brand name di «Robert Lingard», che poi è il nome con cui è conosciuto da tutti. Nella capitale britannica si occupa di pubbliche relazioni o, più nello specifico, di «public affairs» e di stretti legami con l’informazione: trasforma in notizie temi specifici, che gli vengono sottoposti da enti pubblici o aziende.

Già, ma cosa c’entra Lingard con il Covid? È bresciano di Orzinuovi (coincidenza, è la stessa cittadina da cui viene il procuratore di Bergamo Antonio Chiappani) e a causa della pandemia ha perso due zii. «Altri tre parenti finirono in terapia intensiva, in condizioni davvero gravi — ricorda —. Io presentai un esposto sui miei familiari deceduti…