Il negoziatore Draghi. Incassa il sostegno di Orlando e prepara il governo del dopo

È dunque tornata. Non solo perché “politica” è adesso la mediazione tra Mario Draghi e i partiti e non tanto perché “innesti politici” sarebbero l’indispensabile, il “nec sine te, nec tecum vivere possum” di Matteo Salvini, Matteo Renzi e di Enrico Letta che preferisce per il Quirinale una “figura non politica”. Non c’è nulla di male, anzi, in questo commercio di “stabilità”, “legge elettorale” e perfino nella sostituzione dei ministri tecnici, a eccezione di Marta Cartabia e di Vittorio Colao, sempre più il quasi premier “in caso di trasloco”, in questa serrata e segreta negoziazione che i partiti portano avanti con Draghi nella parte dell’ostaggio, ma da proteggere.

Ed è infatti la negoziazione benedetta, il “per grazia ricevuta”, per i tecnici del Mef, ma in particolar modo per Daniele Franco che, ieri, è così riuscito a guadagnare tempo, a limare il testo contro il caro bollette perché, avrebbe detto, spalleggiato dal soprasegretario Roberto Garofoli, “meglio rimandare di un giorno un Cdm anziché farne due perché non se n’è fatto bene uno”. Si terrà infatti oggi. E’ quindi “politico” il pensiero di Andrea Orlando che, in una telefonata con Draghi, avrebbe spiegato come non ci sia nessuna pregiudiziale sul…