Il leader serbo-bosniaco Dodik: “Ecco perché stimo Putin. Mi ascolta e non mi chiede nulla a differenza dei leader occidentali”

BANJA LUKA (BOSNIA-ERZEGOVINA) – “La verità è che non c’è consenso sul fatto che la Bosnia-Erzegovina debba esistere ancora. Serbi e croati sono costretti a vivere in questo Stato, ma non vorrebbero. Per molta gente è un dovere, non un desiderio. Io parlo con franchezza, questo è il mio difetto…”.

Dopo un’ora di domande e risposte sullo scivoloso crinale del tema della secessione, appare in tutta chiarezza il retropensiero che sta guidando il leader della Republika Srpska nell’anno che precede le elezioni. “La secessione non è nei miei piani, né voglio un conflitto armato”, ripete il 62 enne Milorad Dodik, nel tentativo di allontanare con le parole ciò che ha avvicinato con i fatti. “Serbi, musulmani e croati possono convivere, se si siedono attorno a un tavolo e sotto l’egida di una Costituzione legittima”.

Dodik, presidente di una delle due entità (quella a maggioranza serbo-ortodossa) in cui è suddivisa la Bosnia-Erzegovina e componente della presidenza tripartita, è l’enigma…