«Il leader di Azione votato per fare opposizione»- Corriere.it

di Redazione Politica

L’ira di FI dopo il faccia a faccia sulla manovra a Palazzo Chigi: «Condannato all’irrilevanza». I dem: «Vuole fare la stampella al governo». Bonelli (Verdi): «Dalla premier sgarbo istituzionale»

L’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il leader di Azione Carlo Calenda, martedì mattina a Palazzo Chigi, durante il quale il leader di Azione ha portato le sue proposte per la manovra, ha scatenato diverse critiche e attacchi. Prima l’ira di Forza Italia, con i capigruppo Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo che hanno accusato Calenda di «sgomitare alla ricerca di un ruolo», per quanto sia «condannato all’irrilevanza». Poi il Pd, con Anna Ascani: «Calenda ha chiesto i voti per Draghi, li usa per fare la stampella a Meloni».

Per il leader dei Verdi Angelo Bonelli «Calenda ha le sue posizioni che sono note, quello che discuto è lo scarso senso istituzionale di Giorgia Meloni perché se voleva confrontarsi con le opposizioni doveva lanciare un appello al confronto e non usare Calenda come strumento di deterrenza per lanciare un messaggio alla sua maggioranza». Per il deputato si è trattato «di uno sgarbo istituzionale» e si è trattato di «un’operazione in cui la Meloni usa Calenda e Calenda si è fatto usare». Se…