Il G7 tenta di scongiurare la “guerra del pane” in Ucraina: il piano per sbloccare il grano di Odessa

“Non ho mai visto un’unità del genere del G7”: il veterano dei politici del G7, il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, riassume il clima di un caminetto dei Grandi che all’ombra del conflitto di Putin ha deciso di serrare i ranghi anzitutto attorno alla contingente, colossale crisi alimentare che sta opprimendo l’Ucraina. E i fitti conciliaboli nel castello dello Schleswig-Holstein si sono concentrati su possibili alternative al porto di Odessa, dove 25 tonnellate di grano aspettano nei silos di essere liberati dalla morsa russa per raggiungere i mercati globali. 

Ma la verità, secondo un’autorevole fonte comunitaria, è che il trasporto su rotaia o su strada non sarà mai una vera alternativa a Odessa: “Solo una percentuale limitata di cereali possono essere esportati attraverso i treni o altrove”. Una mediazione con i russi per sbloccare Odessa – questa l’idea – “dovrebbe avvenire attraverso un’organizzazione internazionale o un Paese terzo”. E per attraversare il Mar Nero, dopo un’eventuale via libera di Mosca, bisognerà comunque fare i conti “con un tappeto di mine ed enormi costi assicurativi”. 

Ospiti d’onore della riunione, i ministri degli Esteri di Ucraina e Moldavia, Dmytro…