«Il filo spinato è odio. Abituarsi ai naufragi è una malattia grave»- Corriere.it

di Gian Guido Vecchi

Francesco incontra i migranti: «Noi ci lamentiamo dei lager del secolo scorso, i nazisti, Stalin, diciamo: come mai è successo? Fratelli e sorelle, sta succedendo oggi»

Dal nostro inviato a NICOSIA (Cipro) «Voi siete arrivati qui, ma quanti disperati sono rimasti lungo strada? Possiamo parlare di questo mare che è diventato un grande cimitero. Tanti sono rapiti, venduti, sfruttati. È la storia di una schiavitù universale. E il peggio è che ci stiamo abituando. Ma questo abituarsi è una malattia grave e non c’è antibiotico. È affondato un altro barcone…Noi ci lamentiamo dei lager del secolo scorso, i nazisti, Stalin, diciamo: come mai è successo? Fratelli e sorelle, sta succedendo oggi, nelle coste vicine. Ho visto alcune testimonianze filmate. Lo dico perché è responsabilità mia aiutare ad aprire gli occhi». Alla fine il Papa alza lo sguardo, guarda i migranti nella Chiesa di Santa Croce e parla a braccio. Si riferisce ai campi libici, ma anche al confine tra Polonia e Bielorussia. «Scusate, vorrei dire quello che ho nel cuore. Non possiamo tacere e guardare da un’altra parte, in questa cultura dell’indifferenza. La migrazione forzata non è un’abitudine turistica. Tanti respinti finiscono in posti di tortura e di…