il dramma di un Paese- Corriere.it

di Arianna Ravelli, inviata a Doha

Nella partita contro l’Inghilterra contano più i tre minuti prima di iniziare che i 117 di gioco. Nessuno canta l’inno, ma il pubblico non gradisce, una donna piange. Il ct Queiroz difende i suoi giocatori: «Lasciateli pensare solo al calcio»

È questo lo strano caso di una partita in cui i tre minuti prima di iniziare contano di più dei successivi 117 (sì, 117, forse il recupero più lungo mai visto a un Mondiale) anche se per gli appassionati di calcio non sono stati male neanche questi: otto gol, due traverse, i talenti inglesi che danno spettacolo, con la rete del 19enne predestinato Bellingham ad aprire la porta alla Next Gen del pallone. Sembra tanto, in un Mondiale normale lo sarebbe, ma è incredibilmente tutto secondario.

Si arriva a Inghilterra-Iran dopo il caso delle fasce da capitano One Love vietate a Harry Kane (e altri sei) dalla Fifa per tenere fuori la politica dal campo di calcio, e la politica entra da tutte le parti. Forse, se non si temesse di apparire retorici, con lei entra anche un pezzetto di storia, perché in tre minuti va in scena il dramma di un Paese.

Se gli inglesi si inginocchiano prima del fischio, i giocatori dell’Iran fanno ingresso…