Il discorso di Goffredo Bettini alla presentazione del libro di Augello

“I fratelli Augello e il sottoscritto avremo sicuramente sbagliato tanto. Ognuno risponderà alla propria coscienza. Tuttavia una cosa è certa. Non abbiamo mai smesso di fare”, ha detto l’ex senatore in occasione della presentazione di “C’era una volta mio fratello”

Pubblichiamo di seguito il discorso integrale che Goffredo Bettini ha tenuto in occasione della presentazione del libro di Andrea Augello, lunedì 29 novembre a Roma.


 

 

Cari amici, cercherò di stare in sintonia con il linguaggio, i riferimenti culturali e la passione politica del bel racconto di una vita scritto da Andrea Augello, dal titolo “C’era una volta mio fratello”. Andrea è stato, ed è, un mio avversario nella battaglia pubblica. Ormai che l’età avanza, sempre più gentile. Soprattutto la prima parte del libro colpisce, perché spiega come si è andata formando l’anima di due adolescenti, Andrea e il suo carissimo fratello Tony, nel corso di anni in bilico. Dentro quell’Italia che ancora manteneva la risonanza della guerra e nello stesso tempo si avviava lungo uno sviluppo economico, civile e antropologico, moderno, neocapitalista, inquietante nella sua uniformità. Come Pasolini aveva ben profetato. Andrea rifugge dal politichese. Anzi rifugge proprio da una idea…