Il discorso di Draghi all’Onu. “Mosca calpesta le regole, avanti sulle sanzioni”

NEW YORK – Una condanna totale della Russia. Davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “I referendum per l’indipendenza nel Donbass – dice Mario Draghi – sono un’ulteriore violazione del diritto internazionale che condanniamo con fermezza”. Una mossa che aggrava un clima già pesante, “come raramente dalla fine della guerra fredda”. E d’altra parte, “le responsabilità del conflitto sono chiare e di una parte sola”, mentre Kiev va aiutata a difendersi anche militarmente. Bisogna comunque sforzarsi di ricercare una soluzione, sottolinea il premier: “L’Italia – promette – è in prima linea per provare a raggiungere un accordo, quando sarà possibile”. Arando il terreno del “multilateralismo”. Lavorando a un accordo per smilitarizzare l’area di Zaporizhzhia, in modo da evitare la catastrofe nucleare. Ma sempre a una condizione: la pace la decidono gli ucraini.

A New York il clima troppo afoso per metà settembre si mescola alla tensione alimentata da Putin. Il discorso del capo dell’esecutivo ne risente, diretto e duro verso Mosca. Non è solo per la ribadita necessità di opporsi alle autocrazie.

Draghi giudica prioritario sostenere le sanzioni contro la Russia, che le renderanno più difficile “reagire alle sconfitte”. Europa e Stati Uniti, però, devono…