Il discorso che Draghi ha tenuto davanti ai Senatori

Il discorso che Draghi ha tenuto davanti ai Senatori non mi è piaciuto. Per il tono provocatoriamente imperioso. Per l’assoluta mancanza di una riflessione critica sulle preoccupanti condizioni dell’Italia. E perché, nella sostanza, si è limitato alla formula: o vi sottomettete tutti al Premier o ve ne andate a casa. Con l’implicita e perfida precisazione che tale sottomissione deve essere comunque convinta ed entusiastica. Specie da parte della maggioranza. E ciò in nome e in ragione del dogma della coesione, indispensabile alla stabilità del Paese. Coesione che non può pertanto continuare ad essere sfilacciata dalla cattiva abitudine di voler dibattere nel merito dei provvedimenti proposti o varati dal Governo.  Cosa che finisce con l’indebolire l’azione della maggioranza governativa anche sul piano internazionale. Dove l’Italia è in prima linea nel fermare niente po pò di meno che i piani aggressivi del Presidente Putin. 

Approvare tutti i provvedimenti senza discussioni 

Da qui l’invito a soddisfare la domanda di stabilità ricostruendo un patto di coesione. Come? Approvando il prima possibile tutti i provvedimenti governativi senza troppe discussioni. Onde proseguire il cammino intrapreso verso le magnifiche e progressive sorti. E poi,…