Il centrodestra si pesa in Sicilia e guarda a Palazzo Chigi. Mentre traballa l’asse Pd-M5s

Caduti i veti incrocati, domani a Roma il tavolo di centrodestra per fare il punto. Meloni vota Musumeci, Forza Italia punta sull’ex ministro Prestigiacomo, la Lega dice Minardo. Intanto la candidatura rossogialla di Chinnici scricchiola e Conte avverte i suoi: “Chiamati a scelte importanti”

Si vedranno domani a Roma per cercare di fissare il primo paletto. Attorno al tavolo, i leader del centrodestra siciliano e quelli nazionali. E lo faranno adesso che i veti incrociati – anche quello principale sul presidente Nello Musumeci – sono caduti, dopo mesi di insulti e ultimatum. L’obiettivo è individuare finalmente una candidatura unitaria per la presidenza della regione Sicilia, che andrà al voto (anticipato) il 25 settembre per effetto delle dimissioni del governatore uscente, capitalizzando così l’effetto election day, con la coalizione di centrodestra ampiamente in vantaggio secondo tutti i sondaggi.

 

Il vertice non sarà risolutivo, restano ancora aperti tanti nodi, ma intanto servirà a definire a quale partito assegnare la nomina. Un punto di partenza. Ieri a Palermo si è tenuta una riunione dei dirigenti siciliani nel corso della quale, riferiscono tutti i presenti, si è giunti a un punto di caduta comune: niente veti sui…