Il caso Peng Shuai è un test per l’Occidente | Federico Rampini

di Federico Rampini

A Pechino le regole sono diverse, essere famosi non un vantaggio. Anzi, per Xi il culto della personalit una minaccia per il primato del partito e una conferma del nostro declino irreversibile

Lei la campionessa di tennis Peng Shuai, 35 anni, vincitrice nel doppio a Roland Garros e Wimbledon, a suo tempo esaltata dai media cinesi come la nostra principessa e fiore dorato. Lui Zhang Gaoli, 75 anni, per un quinquennio vicepremier sotto Xi Jinping e membro del comitato esecutivo del Politburo, in pensione dal 2017. Lei lo accusa per un’aggressione sessuale avvenuta tre anni fa, quando l’avrebbe costretta a un rapporto contro la sua volont, sia pure durante una relazione che a tratti fu consenziente.

In America Zhang sarebbe il predatore tenuto a rispondere alle accuse. Su di lui, come su tanti accusati da quando esiste il movimento #MeToo, peserebbe l’onere di discolparsi e il tribunale dei media lo avrebbe gi condannato. In Cina le regole del gioco sono diverse. La vicenda della campionessa uno spaccato sulla condizione femminile nella nazione pi popolosa del pianeta, seconda superpotenza mondiale. anche un test su quanto l’Occidente voglia chiedere conto al regime di Pechino sui diritti umani. I diritti della donna sono diritti umani, disse…