Il blitz respinto dei sindacati sulla riforma fiscale

Landini prova a far cambiare l’accordo di maggioranza sul fisco. L’uovo di Colombo di Draghi sembra essere un “contributo di solidarietà” che annulli il taglio dell’Irpef ai ricchi, ma la maggioranza si divide: il M5s è scettico; Lega, Fi e Iv sono contrari, il Pd fa un po’ di giravolte e alla fine resta tutto com’era

La riforma fiscale, che era stata decisa con l’accordo di tutte le forze di maggioranza, viene riconfermata ma con il disaccordo tra i partiti di maggioranza. L’esito è lo stesso, ma il governo ne esce lacerato. E’ questa la sintesi di una giornata concitata e di un Consiglio dei ministri in cui il ministro dell’Economia Daniele Franco e il premier Mario Draghi hanno tentato di trovare un’intesa per modificare l’accordo sulla distribuzione degli 8 miliardi riservati al taglio delle tasse dopo l’insoddisfazione espressa al premier dai sindacati. A Cgil, Cisl e Uil non andava bene che anche i ricchi beneficiassero della riduzione fiscale e così hanno chiesto di annullare il taglio dell’Irpef per le fasce di reddito più elevate.

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