I sette mesi di (studiato) logoramento che hanno segnato la strada del governo Draghi- Corriere.it

di Roberto Gressi

Nel libro di Tommaso Labate i retroscena della battaglia per il Quirinale

Quello che è successo, almeno a spanne, lo sappiamo ormai più o meno tutti. Il governo Draghi è caduto, siamo nel pieno della prima campagna elettorale estiva della storia repubblicana, epilogo non del tutto imprevedibile di un pentolone dove bollivano furbizie, ambizioni, sgambetti, voglia di menare le mani, tentativi di alleanze e divorzi brutali, che si sono moltiplicati al seguito della pirotecnica partita per scegliere l’inquilino del Quirinale, conclusa con la riconferma di Sergio Mattarella. Ma come e perché tutto questo sia avvenuto si perde e si confonde, soprattutto a pochi passi dal voto, nell’abilità della politica nel non lasciare tracce, o per lo meno nel cancellarle. Il ruolo di Arianna in questo dedalo di retroscena se lo prende Tommaso Labate, giornalista avvezzo a non farsi imbrogliare, che sbarca in libreria con Ultima fermata, per l’editrice Solferino.

La tesi suggestiva che anima il racconto dei sette mesi che vanno dalla conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio fino alle dimissioni di Mario Draghi è che non è stata una concatenazione rapida di sfortunati eventi a portare alla caduta del governo più apprezzato dagli italiani,…