I russi colpiscono le infrastrutture in Ucraina con i droni-kamikaze iraniani- Corriere.it

Mosca, con un’aviazione carente e una riduzione delle scorte di missili, ha trovato una soluzione parziale alle sue esigenze belliche

Mosca bilancia le perdite territoriali prendendo di mira le infrastrutture dell’Ucraina, missione condotta con il ricorso ai droni-kamikaze. Lo stato Maggiore di Kiev ha sostenuto che i russi hanno usato ad oggi circa 80-90 droni d’attacco Shahed 136 di produzione iraniana: mezzi lanciati per danneggiare centrali elettriche, comandi, obiettivi civili. Diverse le aree urbane teatro dei raid. I numeri sono consistenti, coincidono con le valutazioni delle intelligence occidentali che avevano «avvisato» da tempo sulle forniture da parte di Teheran all’Armata.

L’esperto Tiger Roloway ha indicato alcuni risvolti. I droni sono le «armi della vendetta», colpiscono installazioni e incidono sulla vita quotidiana. Gli effetti possono essere pesanti, la resistenza è costretta a usare risorse su risorse per intercettarli, garantiscono missioni a lungo raggio. La Russia, con un’aviazione carente e una riduzione delle scorte di missili, ha trovato una soluzione parziale alle sue esigenze belliche, da qui il ricorso esteso ai velivoli ceduti dai mullah. Si sta ripetendo quanto è avvenuto nella penisola arabica. Il movimento sciita Houti e…