I nemici di Giorgia Meloni sono i suoi amici

Più si guarda attorno, Giorgia Meloni, e più le risulta evidente che per la sua futura coalizione di governo l’unica speranza di cavarsela, a Palazzo Chigi, è prepararsi a deludere fortissimamente le due anime allegre che vivono nel partito meloniano. La prima anima, ovviamente, è quella sovranista. La seconda, invece, è quella conservatrice. La prima anima, quella sovranista, quella che già oggi borbotta immaginando di vedere una Meloni schiava dei mercati, amica dei banchieri, commissariata dal prossimo ministro dell’Economia, sottomessa al Quirinale e pappa e ciccia con Mario Draghi, è quella che Meloni ha rapidamente messo da parte all’indomani delle elezioni ed è sufficiente guardare la sua timeline di Twitter per rendersene conto. I vecchi amici, Marine Le Pen, Viktor Orbán, Vox, l’AfD, le hanno fatto grandi complimenti, daje Giorgia, e lei invece, ingrata, su Twitter ha occhi per tutti tranne che per loro. Ringrazia Zelensky, che le ha fatto i complimenti. Ringrazia il premier polacco, che l’ha riempita di elogi. Ringrazia il premier indiano, che le ha rivolto parole calorose. Ma loro, i paladini del sovranismo, no, zero, nulla, nessun mi piace, nessun retweet.