I mille tormenti di Letta, tra campo largo, crisi di governo e proporzionale

L’uscita del M5s dal governo segnerebbe la fine dell’alleanza rossogialla. E intanto il segretario deve fare i conti con un partito che sempre più gli chiede di smarcarsi dai grillini

Alla fine lo strappo tanto evocato non c’è stato, la rottura tra Conte e Draghi arriverà “forse domani, dopodomani sicuramente”, per usare le parole di Giorgio Gaber. Attendo risposte entro luglio, ha detto ieri il capo del M5s, “l’uomo del penultimatum”, se invece si preferisce la definizione dell’Elevato fondatore, Beppe Grillo. E se il governo per il momento può vivere una fase di tregua (armata), diversa è la situazione al Nazareno dove la schizofrenia dell’ex premier grillino inizia a creare più di un malumore. Diverse le anime e le opinioni critiche, sempre di più: fino a che punto fidarsi di questo Movimento 5 stelle?

Partono da qui, dall’alleanza rossogialla e da quel che ne resta, i tormenti di Enrico Letta e del suo Pd, che aveva creduto fino a qualche settimana fa di trovare nella compagine pentastellata la principale sponda nella costruzione del campo largo. Un percorso che nei calcoli del segretario avrebbe bisogno di circa un anno per arrivare alla meta, che tradotto vuol dire portare questa legislatura alla scadenza naturale….