“I medici che non hanno tempo”, la Fnomceo incontra Simeu Agenzia di stampa Italpress

ROMA (ITALPRESS) – Sono i “medici che non hanno tempo”. Che, legati alla definizione di “urgente”, non hanno un secondo più del necessario per prendere la decisione giusta nei minuti cruciali per un paziente infartuato, politraumatizzato o con un’emorragia in corso. E, quel che invece è profondamente ingiusto, è che ormai non hanno più tempo neppure per sè stessi, per il giusto riposo, la famiglia, la vita sociale, la sempre necessaria formazione schiacciati come sono da turni interminabili dovuti alle disfunzioni causate dalla carenza di personale: costretti a rinunciare a ferie e permessi per assicurare la copertura dei turni, a lavorare troppo frequentemente la notte e spesso anche a procrastinare scelte di vita come ad esempio, per le dottoresse, la maternità.
Sono i medici dell’emergenza – urgenza, senza fare differenze tra i due comparti: territoriale, il “118” e ospedaliero, il pronto soccorso.
In molti oggi purtroppo “si arrendono”, cambiano settore, vanno in pre-pensionamento. Non lasciano il loro lavoro, lasciano la vita che le condizioni attuali impongono al loro lavoro e, se restano, rischiano di ammalarsi di burnout. Mentre, tra i giovani professionisti, le vocazioni che spingono a intraprendere questa strada così accidentata sono…