I due congressi (Pd e Lega) contro l’estremismo che alzano l’asticella della competizione con Meloni

Uno c’è, è quello del Partito democratico, un altro ci vorrebbe, in sostituzione della leadership di Salvini. L’obiettivo di alleati e opposizione è di dare al centrodestra un volto meno nazionalista e antieuropeista

È il trasformismo, bellezza. Di tutte le possibili critiche ricavabili dalla presentazione della prima legge di Bilancio firmata dal governo Meloni, ve n’è una che difficilmente potrà trovare una sua solidità all’interno del dibattito pubblico e quella critica, oggi impossibile da formulare, coincide con un concetto, che è insieme un sospiro di sollievo e un elemento di riflessione: la presenza, o meglio la non presenza, di fronte ai nostri occhi, di una manovra dalla natura esplicitamente estremista. Ci sarà tempo naturalmente per riflettere sulle strategie economiche di Meloni, e anche sull’impotenza della sua coalizione, ma al momento, alla prima prova dei fatti, il punto sembra essere questo: il centrodestra ha presentato una manovra modesta ma non pericolosa.

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