i dubbi sulle restituzioni- Corriere.it

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Secondo il codice etico M5S gli eletti devono restituire l’assegno di fine mandato. Il precedente di Di Battista

Quattro milioni di euro: un piccolo tesoretto per ridare ossigeno alle casse del Movimento. Una cifra — circa novantamila euro a testa per dieci anni di Parlamento — che dovrebbe essere versata tra novembre e dicembre sui conti degli ex parlamentari e che gli stellati aspettano con ansia anche — spiegano — «per rilanciare l’azione politica sui territori». Parliamo dell’assegno di fine mandato dei parlamentari e la cifra in questione riguarda solo ed esclusivamente i 46 deputati e senatori che hanno concluso il loro secondo mandato e non sono quindi più candidabili. Un dato che non tiene conto quindi dei numerosi primi mandati non rieletti e che potrebbe facilmente raddoppiare. Si tratta — dicono gli stellati — «di tenere fede a un impegno». L’allusione è al codice etico M5S, una delle stelle polari dell’associazione, che campeggia sul sito del Movimento. «Ciascun parlamentare italiano, europeo e consigliere regionale eletto all’esito di una competizione elettorale (…) si obbliga a rinunciare ad ogni trattamento pensionistico privilegiato e all’assegno di fine mandato, a doppie indennità e a doppi rimborsi», si legge…