ho perso l’amore che non ho saputo trattenere»- Corriere.it

di Maria Volpe

Il cantante si racconta dopo l’uscita del suo memoir: «Tutti i sogni ancora in volo»

Ha 70 anni, lavora da 60, ne dimostra 50. Massimo Ranieri, un viso che racconta ogni istante della sua vita, occhi e rughe che parlano del suo dolore, della sua gioia. Mancava un libro. L’ha scritto: «Tutti i sogni ancora in volo», 200 pagine che si leggono tutto d’un fiato. Sembra un film la sua vita. Da piccolo scugnizzo napoletano doc del quartiere Santa Lucia, intraprendente, sfacciato, povero in canna, a grande attore, cantante, performer, acclamato in tutto il mondo. Feste di piazza, cinema, teatro, commedie, drammi, regia, musical, Festival di Sanremo, Canzonissima, televisione. Tutto di corsa, senza mai fermarsi. Passione, talento puro, determinazione: ogni traguardo l’ha raggiunto. Ma ha pagato un prezzo molto alto: «perdere l’amore». E non è un gioco di parole. La sua canzone simbolo è la sintesi del suo «buco nero». L’arte veniva prima.

«Ogni volta che mi sono trovato di fronte all’evidenza che per costruire una famiglia avrei dovuto cedere qualcosa sul piano professionale, rinunciare a un evento il giorno di Natale, mettere in pausa una tournée per concedermi una vacanza, il mio istinto mi ha spinto a confermare gli impegni e…