«Ho aperto un bar con il nome di Ale, non vorrebbe vedermi arresa»- Corriere.it

di Giusi Fasano

Il dramma e la scelta di ripartire: «Ora vivo in mezzo ai suoi amici»

DALLA NOSTRA INVIATA


CANDELO (Biella)
– Se fossimo in una favola questo posto sarebbe il bosco incantato. Ragazzi giovanissimi che passano a frotte, entrano assieme all’aria fredda per un saluto, un caffè, un aperitivo. Portano fiori, palloncini. Ma soprattutto arrivano per una chiacchiera, un abbraccio, un po’ di allegria. E vanno tutti dritti da lei. «Ciao Fra’», «Come va oggi Fra’?», «Guarda che foto ho trovato nel mio cellulare, Fra’». Francesca Docimo è infilata in una maglietta che dice «mentre Dio distribuiva l’altezza io ero in fila per le tette»: l’ha messa per ricordare a se stessa di sorridere un po’ mentre dietro il bancone del suo bar — battezzato pochi giorni fa con il nome di Ale Messi Coffee Bar — guarda Stefania, Simo, Brayan, Chiara, Samu, Andrea, Giulia, Denis, Summer, Marika, Maria…

Gli amici

Sono gli amici di suo figlio Alessandro, che manca a lei e al mondo dall’alba del 5 giugno 2022. Stava tornando a casa dopo una notte di luci, balli e divertimento. Con lui in auto anche i «fratelli» (come si chiamavano fra loro) Raffaele, Carmine e Stefano. Andavano lentissimi lungo uno stradone di Villarboit, nel Vercellese. Ma non andava…