Hadi Matar, l’aggressore di Salman Rushdie «si era radicalizzato». Forse in contatto con i pasdaran- Corriere.it

di Viviana Mazza e Guido Olimpio

L’intervista della madre al Daily Mail: «Era introverso, criticava i nostri costumi»; per «Vice» era in contatto con la Divisione Qods, l’apparato clandestino dei pasdaran

Un viaggio può cambiare la vita. In peggio. Dipende dal protagonista e da chi incontra. La madre di Hadi Matar, l’aggressore di Salman Rushdie, è convinta che il figlio abbia intrapreso un sentiero diverso dopo aver passato un mese in Medio Oriente. La reclusione In un’intervista al Daily Mail, Silvana Fardos, musulmana libanese, ha raccontato che nel 2018
Hadi è partito per il Libano
, voleva incontrare il padre che si era stabilito nel villaggio natio di Yaroun dopo aver divorziato. Quel ritorno alle origini avrebbe inciso sull’esistenza del giovane: le cose sono andate male – ha sostenuto la donna – i rapporti con il genitore sono stati conflittuali e lui mi ha telefonato quasi subito sostenendo di voler rientrare negli Stati Uniti. Invece si è fermato per 28 giorni: non è noto, al momento, se abbia avuto contatti con ambienti politici o estremisti. Di certo c’è che Matar, una volta tornato a casa, è parso molto più religioso e si è chiuso in se stesso. Criticava la madre perché non era osservante, la evitava, passava gran parte del suo…