Grandi eventi. Celebrare Aldrovandi senza spiegarci perché

Sono in corso a Bologna le celebrazioni per il quinto centenario della nascita di Ulisse Aldrovandi. Organizzate dall’Università: ci sono un congresso internazionale, una serie di visite guidate al museo di Palazzo Poggi, il bell’edificio che ospita le collezioni dello scienziato, una «manifestazione divulgativa» (come si legge nel programma) che racconta a volo di uccello gli studi di Aldrovandi in relazione ai contesti scientifici dell’oggi. E poi, segnatamente: «un ciclo di otto appuntamenti serali nel solco di Ulisse Aldrovandi (1522-1605), uno dei primi “divulgatori” del sapere scientifico dell’età moderna: spettacoli, incontri e performance», fino al 12 luglio 2022.

Non c’è che da esserne contenti, e sperare alcune cose: prima tra tutte che lo sforzo dell’ateneo si traduca in un interesse per lo scienziato Aldrovandi, che non si esaurisca con la carrellata delle manifestazioni previste, quasi fosse una serie televisiva, spettacolare e divertente; poi, tant’è.

Allo spettatore che saltapicchia da un evento all’altro, resta un dubbio: ma davvero Aldrovandi può essere definito “un divulgatore”? Davvero è la meraviglia, l’incanto delle cose da lui raccolte che dobbiamo portare con noi quando si chiuderà l’evento?

Certo, la…