Goodbye, Boris! Johnson si dimette, non sarà più Premier

Al numero 10 di Downing Street la porta è chiusa. Era il 24 luglio 2019 quando Boris Johnson la varcava per la prima volta in qualità di Primo Ministro del Regno Unito. Ora, a distanza di tre anni, esce di scena tra il giubilo dei conservatori, che altro non speravano se non la sua resa incondizionata. A nulla sono serviti i tentativi di salvare la testa, come quello di sostituire alcuni ministri: nessuno, ormai, era disposto a veleggiare insieme a lui. “Sono costretto a lasciare il lavoro più bello del mondo, dopo aver ottenuto la più grande maggioranza parlamentare dal 1987. Mi spiace e sono triste. Ma nessuno è indispensabile, e questa è la volontà dell’istinto del gregge a Westminster. Questo mi ha frenato”.

I motivi delle dimissioni

A pesare sulla decisione annunciata stamattina, l’ondata di dimissioni (circa 60) che ha travolto il Governo e il suo partito all’indomani del ‘Partygate’, lo scandalo che lo aveva visto protagonista di alcune feste mentre gli inglesi erano chiusi in casa per il lockdown (per cui BoJo aveva ricevuto una multa e un’indagine a suo carico dal Parlamento per aver forse dichiarato il falso) e di quello, più recente, che aveva investito il suo braccio destro, il deputato Christopher Pincher, costretto da uno scoop del…