Gli umili (come Enrico Letta) saranno gli ultimi

Umiltà e politica, entro certi limiti, non vanno d’accordo. Ieri Enrico Letta, dicendo niente, nada, zero, al vertice del suo partito uscito politicamente malconcio dalle elezioni, ha ripetuto il senso morale della cerimonia della campanella a Palazzo Chigi, durante la quale rifiutò un sorriso e perfino uno sguardo protocollare amichevole a Matteo Renzi, che lo scalzava dalla guida del governo. Si era sentito “umiliato” dal famoso “Enrico, stai sereno”, e scelse di espiare in pubblico l’umiliazione, di fronte a un successore baldante e soddisfatto, prima di un esilio parigino e delle dimissioni dalla politica, tardivamente rientrate con la sua chiamata sette anni dopo alla direzione del Pd.

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