«Gli Stati Uniti non fanno paura. Io leader? In Nazionale gestisco le crisi d’ansia»- Corriere.it

di Gaia Piccardi

L’Italia a Malaga alle Finals di Coppa Davis. Capitan Lorenzo Musetti: «Peccato per le assenze di Sinner e Berrettini, ma sono felice della crescita. La Coppa ’76? Non ne so nulla»

Il ragazzo ha le spalle larghe, ma la responsabilità non è da poco. Lorenzo Musetti promosso a 20 anni leader dell’Italia nelle finali di Coppa Davis di Malaga per gli infortuni di Sinner (in vacanza) e Berrettini (presente come tifoso) è l’ennesimo salto di crescita richiesto al talento che il mondo ci invidia.

Lorenzo già a Bratislava nel turno preliminare, nel marzo scorso, si era preso l’impegno di eliminare la Slovacchia: se sul 2-2, all’esordio da singolarista in azzurro, non avesse battuto Gombos, non saremmo qui a parlare di finali di Davis.
«Un momento bellissimo, insieme alla vittoria di Amburgo su Alcaraz il più bello della stagione. Salvare la sfida in calcio d’angolo mi ha fatto maturare tanto».

Lei, nato nel 2002, che ricordi ha della vecchia Davis, trasfigurata dalla riforma?
«Pochi. Mi ero emozionato a vedere Fognini che batteva Murray a Napoli: era il 2014, avevo 12 anni…».

E l’epopoea della Nazionale di Panatta e Bertolucci che volò in Cile nel ‘76 l’ha recuperata, tra serie tv e You Tube?
«Mica tanto, sono sempre in giro,…