Giggino e i piccolo-borghesi | Il Foglio

Rimproverano al Di Maio di oggi il Di Maio di ieri, invece di riflettere sulle virtù di un sistema che trasforma le zucche in carrozze. Vogliono sentirsi di un ceto medio superiore, ma l’onorevole ministro li ha fregati

Ho una particolare predilezione per i piccolo-borghesi e per la classe media. Kierkegaard li detestava per difetto di immaginazione e spirito, ma era un filosofo sentimentale fissato con la decifrazione dell’esistenza umana e della propria. Da gagliardo materialista storico, so che niente della società moderna avrebbe un senso senza la base sociale della democrazia, il piccolo-borghese, al quale bisognerebbe dedicare con immaginazione un monumento aere perennius in molte piazze cittadine e rurali. Non mi piacciono invece quelli che sono piccolo-borghesi e non lo sanno, e per questo passano il tempo parlando male di Gigi Di Maio, sperando che la circostanza faccia di loro esemplari di cultura, eleganza, industriosità, novazione perpetua, liberalismo, riformismo.

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