Gianni Agnelli, il monarca repubblicano. La Fiat, il parallelo con Cuccia e quella battuta sul vento- Corriere.it


L’Avvocato Gianni Agnelli

Come dice Jas Gawronski, intervistato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di domenica scorsa,Giovanni Agnelli – che fu il monarca repubblicano del Novecento, nella sua Torino sabauda – sentiva come suo pari, almeno in Italia, solo Enrico Cuccia. A suo modo anche il leggendario capo di Mediobanca era un sovrano repubblicano nell’Italia del Dopoguerra. Una sovranit dell’intelligenza e della cultura. Non solo del potere economico e finanziario. E questa forse la grande differenza con la business community odierna. Quella di allora era una classe dirigente non priva di difetti, non esente da colpe (anche gravi), ma, almeno in alcune delle sue punte, di valore indiscusso. Se non fosse stato cos, non avrebbe resistito a tanti raider alla Michele Sindona, alle seduzioni dei poteri occulti, alla voracit dei partiti, con i quali comunque tratt non sempre con onore. Una classe dirigente cosmopolita e internazionalizzata in un Paese ancora in parte arretrato e provinciale. Con una governance del tutto personale e persino autoritaria. Raffaele Mattioli, il mitico amministratore delegato della Banca Commerciale, oggi non avrebbe facilmente un incarico. Non passerebbe le rigide norme della Bce. E forse sarebbe subito indagato dalla magistratura…