Galimberti “Molti insegnati innamorati dello stipendio”/ “Non tutti hanno vocazione”

Il rientro a scuola continua a far discutere, tra chi crede che sia giusto tornare in presenza perché i ragazzi hanno bisogno del contatto con i coetanei e con i professori e chi invece vorrebbe che la salute fosse al primo posto e dunque predica prudenza, auspicando un posticipo della ripresa delle lezioni o un adozione della didattica a distanza, almeno per il momento. Lunedì 10 gennaio, intanto, le scuole ricominceranno: alcune in presenza, mentre altre adotteranno la DAD. Il problema, anche nel caso in cui si torni in presenza, persiste, e non è solo di ordine virale. Secondo il filosofo Galimberti, in onda su LA7, “Il distanziamento è un catalizzatore di un disagio giovanile già da tempo presente e molto radicale. Abbiamo dei ragazzi deboli oggi, e questo è un problema”.

Anche quando le classi torneranno in presenza, infatti, resta il problema del distanziamento fisico, delle mascherine, del non poter avere un contatto diretto. Situazioni che pesano, soprattutto in fasce d’età così delicate come quelle dell’infanzia e dell’adolescenza. Questo porterebbe, secondo Galimberti, ad una generazione che sta crescendo in maniera debole.