gabinetti senza genere per tutti!

Leggo su Repubblica che in un noto liceo meneghino gli studenti hanno progettato i bagni no gender. Si tratta di bagni dove l’identità sessuale non viene menzionata. Bagni unisex in cui sostanzialmente ciascuno può sovranamente decidere come sentirsi e dunque cosa essere. E questo, ovviamente, viene presentato da Repubblica come il sogno realizzato, come l’utopia della giustizia che finalmente si incarna quando l’utopia, come usa dire, diventa un bagno senza genere. Si tratta oltretutto dell’emblema del nuovo capitalismo erotico, quello che in un mio libro ho definito il nuovo ordine erotico di completamento del Nuovo ordine mondiale turbocapitalistico. Quell’ordine cioè che come distrugge lo Stato, così distrugge la famiglia e financo i sessi come limiti, come regole che frenano il godimento illimitato e il consumismo erotico coessenziale alla civiltà dei mercati.

Ecco perché sostanzialmente la crescita smisurata del valore e del godimento procedono sui due fronti diversi dell’economia e dei sentimenti. Che è poi come dire che esiste una forma di deregulation economica che si accompagna alla deregulation antropologica, che le è complementare. Il paradosso, oltretutto, sta nel fatto che il nuovo turbocapitalismo per atomi di consumo si fonda sul…