Frana Ischia, gli sfollati alle professioniste: “Siamo morti dentro”

(dall’inviata Elvira Terranova) – I colloqui vanno avanti per ore. Tra lacrime, rabbia, amarezza ma anche disperazione e, a tratti, rassegnazione. “Siamo rimasti vivi ma ci sentiamo morti dentro”, ha detto una signora che ha perso tutto. Un’altra si è chiusa nel silenzio. E’ un via vai continuo, silenzioso, nella hall dell’Hotel Michelangelo di Ischia, che ospita buona parte dei 290 sfollati, dove un gruppo di professioniste ha deciso di dare una mano, “a titolo puramente volontario e gratuito”, per ascoltare le tante persone rimaste senza una casa, dopo la frana di sabato. Ci sono anche numerosi bambini, che disegnano, giocano, ridono.

“Per loro è più facile dimenticare”, dicono. A guidare l’equipe di oggi è la criminologa Cristina Rontino. Con lei ci sono la sociologa Sara Minicucci, l’attrice ed esperta di teatro terapia Milena Cassano e la cantante e musicoterapista Angela Cacciutto.

“Abbiamo ascoltato tante storie in questi giorni – spiega la sociologa – e la paura più grande degli sfollati è quella di non potere tornare alla vita di prima. Specialmente chi ha perso tutto. Una casa fatta, quasi sempre, con i sacrifici di una vita. Li stiamo ascoltando cercando di capire qual è il loro disagio, non intervenendo sul trauma. Per…