Fiorentina, il fallo sospetto e il sogno perduto: i 40 anni dello «scudetto rubato»

Hotel Mediterraneo di Cagliari, ore 11 del 16 maggio 1982: una folla entusiasta acclama i possibili futuri Campioni d’Italia reclamando a gran voce che qualcuno si affacci dal terrazzo. Il giovane e spericolato Massaro esce compiaciuto dalla camera e assicura la vittoria da lì a poche ore; dietro la tenda si intravede un più riflessivo Giovanni Galli intento a farsi la barba. Male che vada sarà spareggio, pensa il popolo viola.


Sono arrivati in 10 mila, un esodo biblico che può essere paragonato solo ai 30 mila che 14 anni più tardi alle 3 di notte aspetteranno la squadra di rientro da Bergamo, dopo la conquista della Coppa Italia. Frammenti di un sogno infranto, di uno scudetto perduto per svariati motivi, un po’ per colpa e molto per decisioni arbitrali tanto penalizzanti da far venire il dubbio che non fossero proprio limpide. Fra le colpe c’è anche la scelta dell’albergo: troppo centrale ed esposto al passaggio dei tifosi sardi, che trascorsero la notte a strombazzare clacson e a urlare. Nessun servizio d’ordine, nessuna protezione per il riposo della squadra, che pure si stava giocando lo scudetto. Poi ci fu l’attesa troppo forte di sapere il risultato di Catanzaro e quindi la mancanza di abitudine ad affrontare sfide così impegnative…