finanzieri e politici, come sta manipolando il mondo – Libero Quotidiano

Marco Respinti

Dire «comunismo» è cringe. Lo fanno i matusa in cerca di facili glorie politiche su Tik Tok. L’ultimo pezzo se l’è portato Mikhail Gorbaciov nella tomba. Forse. Perché c’è un oceano sulla terraferma di 1 miliardo e 300 milioni di persone inquadrate in un regime comunista che, senza troppi giri di parole, mostra perché valga la pena di continuare a chiamare il nostro «mondo libero». È la Cina, ed è un mostro di bravura nel vendere agli avversari, come diceva Lenin, la medesima corda con cui poi li impicca. La Cina rossa è un misto di tecnologia avveniristica e di arretratezza ideologica. L’high-tech più spinto è made in China, ma serve per scambiare informazioni sensibili e sorvegliare tutti in un Panopticon gigantesco. Intanto la vecchia locomotiva marxista-leninista corre contro il tempo, alimentata da fuochisti ottocenteschi il cui frasario sembra uscito da una vignetta di Giovannino Guareschi sui trinariciuti. Congressi fumosi dove sfingi dagli occhi a mandorla rivaleggiano a chi mostra meno espressioni facciali, piani pluriennali di sviluppo di cartapesta o irrorati dal sangue di nuovi schiavi, le povertà utopisticamente eliminate per decreto socialista,…