FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2021/ I “guai” del programma rafforzano Alice nella città

Dopo un’edizione 2020 quasi obbligata, a ridosso del secondo confinamento e della seconda chiusura dei cinema che la svuotò di persone e vitalità, la Festa del cinema di Roma che inizia oggi – 14 ottobre – affronta il 2021 con un altro spirito, fosse altro che per la ritrovata capienza delle sale al 100% e per la riconquista poco a poco di un senso di normalità.

Eppure se i grandi festival internazionali hanno saputo fare dei semi stop del 2020 un’occasione per mostrare la ricchezza quantitativa e qualitativa del cinema dopo un anno di blocco forzato, la Festa sembra sulla carta fare più fatica che mai, non potendo contare su un cartellone all’altezza dell’edizione del rilancio. Certo, non ha molto senso giudicare un film dalle assenze, perché le ragioni per cui un film atteso non c’è in un festival possono essere molteplici (ragioni distributive, organizzative, economiche e perché qualitative), ma rispetto ad altre annate anche recenti, l’impressione è quella che i film delle grandi compagnie e dei grandi registi – per esempio Wes Anderson con The French Dispatch o Joel Coen con il suo Macbeth, spesso passati…