Fedriga vuole blindare il suo Friuli prima di sfidare Salvini. Ma la Lega è una polveriera

Ad aprile si voterà per la regione: e il governatore leghista non vuole arrivarci come liquidatore del salvinismo. Ma in tanto lo pressano. La mappa del malcontento: dal Piemonte che guarda al Terzo polo, all’Emilia che implora il soccorso della Meloni, fino al Veneto e Lombardia dove ormai si muovono anche i colonnelli. Ed è allarme per Pontida

Il vento viene da nord est, ma forse con tempismo non perfetto. E allora prima la scossa dovrà prodursi dal basso. E’ la morsa nella quale Matteo Salvini rischia di finire schiacciato. La minaccia principale ha un nome e un cognome: Massimiliano Fedriga. Che coi parlamentari a lui più fidati ha smesso di schermirsi. Certo che lo sa, che così le cose non vanno. Certo che lo vede anche lui, il tracollo imminente della Lega. E però prima di esporsi, prima di lanciare la sfida al segretario periclitante, il presidente del Friuli deve mettere in sicurezza la sua ricandidatura: fino alla primavera del 2023 dovrà muoversi sul filo. E allora, prima che la battaglia congressuale deflagri, servirà mobilitare le truppe sul territorio. E c’è chi ci sta già lavorando.

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