Fece morire di sete bambina yazida, condannato all’ergastolo miliziano dell’Isis. Il giudice: genocidio- Corriere.it

di Marta Serafini

Per la prima volta in Germania un tribunale riconosce il massacro della minoranza. Amal Clooney: una vittoria per coloro che credono nella giustizia

Il «genocidio yazida» riconosciuto in un aula di tribunale. Accade a Francoforte dove è stato condannato al carcere a vita un militante dell’Isis riconosciuto colpevole di aver procurato la morte per disidratazione di una bambina yazida di 5 anni, comprata come schiava, tenendola incatenata sotto il sole in castigo per ore a Falluja, in Iraq nel 2015.

Il condannato, Taha Al-J. iracheno di 29 anni, è stato riconosciuto colpevole di genocidio e di crimini di guerra. Il procedimento è stato sospeso quando l’imputato è svenuto in tribunale alla lettura del verdetto. Il caso ha fatto parecchio discutere anche in relazione alla vicenda della foreign-fighter tedesca Jennifer W., all’epoca moglie di Taha Al-J., affiliata all’Isis rientrata in Germania dall’Iraq, condannata per lo stesso reato a dieci anni di carcere dal tribunale di Monaco lo scorso settembre.
Ma dal punto di vista giuridico la notizia è che, come ha ricordato lo stesso presidente dei giudici, Christoph Koller, si tratta del primo caso al mondo di condanna del cosiddetto Stato islamico contro la minoranza yazida.