Favino eroe buono che durante il fascismo sul suo sommergibile trae in salvo i naufraghi nemici- Corriere.it

A Taranto si gira Comandante, la vera storia di Salvatore Todaro. Il regista De Angelis: «Gli chiesero perché l’ha fatto, rispose perché siamo italiani». Il cosceneggiatore Sandro Veronesi: «Non bisogna confondere salvataggio con accoglienza»

DAL NOSTRO INVIATO TARANTO Le esplosioni, le onde che si alzano, l’odore di kerosene, le fiamme, le grida d’aiuto. Nell’Arsenale vecchio di Taranto, Edoardo De Angelis gira una storia dimenticata dal mondo civile, ma molto presente in ambiente militare. Quella del comandante del sommergibile Cappellini, ricostruito in acciaio in tutti i suoi 73 metri, ma senza motore e senza chiglia, per gli arredi si andrà a Cinecittà. La vicenda rimanda prepotentemente all’attualità di questi giorni. Salvatore Todaro, in una notte dell’ottobre del 1940, in piena guerra mondiale, mentre naviga nell’oceano Atlantico, risponde al fuoco di un mercantile belga, che viaggia a luci spente, e lo affonda. A quel punto prende una decisione che entra nella Storia: salva i naufraghi belgi condannati ad affogare, e li sbarca nel porto più vicino, nelle Azzorre, in territorio neutrale. «Un’esperienza straordinaria che ha reso leggendario quest’uomo», dice il regista. «Perché l’ha fatto?», gli chiese il responsabile del…