Fare la pace col dittatore. La difficile relazione tra Draghi e Erdogan che oggi si incontrano in Turchia

Dopo mesi di relazioni diplomatiche tese e qualche segnale di distensione, si tiene oggi il vertice bilaterale tra Italia e Turchia, il primo da 10 anni. Sul tavolo la guerra in Ucraina, la crisi alimentare e l’approvigionamento energetico. Verranno siglati accordi in materia di Difesa e commercio

Mario Draghi, in fondo, era stato chiaro: con i dittatori, “chiamiamoli per quello che sono – aveva detto senza usare mezzi termini – bisogna cooperare”, in nome dell’interesse nazionale. Fu l’inizio di una relazione complicata tra il premier e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Oggi l’obiettivo è quello di rilanciare la cooperazione tra Italia e Turchia, a partire dal conflitto ucraino e dalla crisi alimentare, fino all’emergenza energetica e ai migranti.

Per questo il premier vola ad Ankara, a capo di una delegazione di cui fanno parte anche i ministri Di Maio, Guerini, Giorgetti e Cingolani. Incontrerà questo pomeriggio “il dittatore” turco, mentre parallelamente andranno in scena i bilaterali tra i responsabili dei ministeri. Verranno formalizzati alcuni protocolli d’intesa in materia di Affari esteri e Difesa,  di sostegno alle micro, piccole e medie imprese e di sviluppo sostenibile. 

È il terzo vertice tra il governo turco…