Europa (e realtà): tre stress test per il governo Meloni

Si scrive Europa, si legge realtà. Sulla traiettoria del governo, di qui alle prossime sei settimane, ci sono almeno tre test interessanti che vale la pena monitorare, per capire fino a che punto il governo della coerente Meloni avrà il coraggio, e la faccia tosta, di essere magnificamente incoerente con alcune irresponsabili promesse del passato. Il primo test, simbolicamente cruciale, è quello che riguarda la scelta che farà il governo Meloni con l’Ungheria di Viktor Orbán. Mercoledì scorso, come sapete, la Commissione europea, nello stesso giorno in cui ha sbloccato i fondi per il Pnrr dell’Ungheria, ha scelto di confermare la sospensione del 65 per cento degli impegni presi dalla stessa Unione europea con l’Ungheria nell’ambito delle così dette politiche di coesione. Sintesi estrema: a causa di una serie di inadempimenti dell’Ungheria relativi ad alcune misure correttive concordate con l’Unione europea sul tema del rispetto dello stato di diritto, il paese guidato da Orbán si ritroverà ora con circa 7,5 miliardi di euro di fondi europei bloccati alle frontiere. E per confermare questo blocco, proposto dalla Commissione, il governo Meloni dovrà passare dalla fase dei tweet a quella delle scelte e dovrà decidere, al Consiglio europeo…