eseguiva la fatwa «sempre valida»- Corriere.it

Simpatizzante con il governo iraniano e i pasdaran, l’uomo arrestato ieri aveva una patente falsa intestata a un «martire» di Hezbollah. Gli inquirenti credono che abbia agito da solo

Un uomo in maglietta, carnagione scura, capelli corti. Sono le prime immagini dell’assalitore di Salman Rushdie, descritto dai testimoni come «una furia»

, balzato sul palco indossando una mascherina nera e capace di infierire sulla vittima e di lottare con gli agenti. La sera la polizia diffonde il suo nome: Hadi Matar, 24 anni, nato in California, residente a Fairview, in New Jersey. Nulla ancora si sa ufficialmente delle motivazioni. Il New York Post, citando fonti nelle forze dell’ordine, afferma che i primi indizi suggeriscono che Hadi simpatizzi con il governo iraniano e i pasdaran. Lo indicherebbero, se confermati, anche alcuni post a lui attribuiti sui social in cui appaiono immagini dell’ayatollah Khomeini, dell’attuale Guida suprema Ali Khamenei e del generale Qassem Suleimani. Gli inquirenti credono che abbia agito da solo, hanno chiesto un mandato per perquisire uno zaino e «dispositivi elettronici». Interessante poi un dettaglio: sembra che fosse in possesso di una patente falsa intestata a Hassan Mughnyah, lo stesso cognome del capo militare dell’Hezbollah…