«Era felice di fare lo stage in fabbrica, ora diteci come è morto»- Corriere.it

di Andrea Priante

Parlano i genitori di Giuliano De Seta: in quel posto gli volevano tutti bene. Poi aggiungono: «Era appassionato di meccanica, sognava di venire a Milano per laurearsi in ingegneria»

«Aveva solo diciotto anni!». Sulla soglia di casa, nel piccolo comune di Ceggia, nel Veneziano, Enzo De Seta sbotta, cercando di ricacciare indietro le lacrime. Ancora si domanda come sia potuto accadere. Ieri mattina quest’operaio e sua moglie Antonella Biasi sono scesi nella camera mortuaria dell’ospedale di San Donà di Piave per un’ultima carezza al corpo di Giuliano, il loro primogenito, maggiorenne da pochi giorni, morto nello stabilimento della B.C. Service, l’azienda di Noventa di Piave che produce stampi di materia plastiche, dove dal 5 settembre stava svolgendo uno stage concordato con l’istituto tecnico che frequentava: tre settimane, nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, che dovevano servire a integrare gli studi. Venerdì pomeriggio, per cause ancora da chiarire, gli è caduta addosso una lastra d’acciaio del peso di circa un quintale. E i soccorsi sono stati inutili. «Giuliano era allegro, sveglio, ma anche curioso e pieno di quegli amici che, in queste ore, stanno venendo in massa qui a casa per farci sentire il loro…