Emiliano “salva” il dg dell’Arpal candidato alle politiche con Calenda. Che ora minaccia espulsioni

Addio alle divisioni del 25 settembre. Il presidente difende Massimo Cassano, il manager calendiano dell’Agenzia per il lavoro pugliese, ricostituendo nell’Assemblea regionale il monoblocco emilianista contro il resto del mondo. Azione annuncia provvedimenti per chi collabora con il governatore

Addio 25 settembre. Nella Puglia politica torna tutto come prima. Gli steccati tra centrosinistra, terzo polo e campo giusto sono già saltati. Tutto archiviato. Si torna all’ampio monoblocco emilianista contro il resto del mondo: l’evidenza emerge dall’ultimo Consiglio regionale, nel quale il governatore-sceicco Michele Emiliano ha obbligato ancora una volta la sua maggioranza a mettere in salvo il posto di Massimo Cassano, dg della contestata agenzia Arpal, che una proposta di legge (presentata da un pezzo di Pd) avrebbe fatto decadere. Chi è questo manager? E’ stato il candidato alla Camera nelle liste proporzionali di Azione-Italia Viva, dopo esser stato precedentemente animatore della lista pro Big Mike “Popolari”, ma anche senatore di Ncd, sottosegretario con Renzi, parlamentare con Forza Italia, dopo un battesimo da ragazzino nella Dc.